Approccio Terapeutico

Comprendere per poter cambiare

Credo che stare meglio non significhi semplicemente eliminare un sintomo.

A volte ciò che ci fa soffrire è il modo in cui ci troviamo a vivere una situazione, una relazione o noi stessi. E può accadere di ritrovarsi a ripetere modalità che, pur non funzionando più, sono diventate familiari.

La psicoterapia può essere uno spazio per fermarsi, osservare ciò che sta accadendo e iniziare a comprenderlo.

Approccio Terapeutico

Comprendere per poter cambiare

Credo che stare meglio non significhi semplicemente eliminare un sintomo.

A volte ciò che ci fa soffrire è il modo in cui ci troviamo a vivere una situazione, una relazione o noi stessi. E può accadere di ritrovarsi a ripetere modalità che, pur non funzionando più, sono diventate familiari.

La psicoterapia può essere uno spazio per fermarsi, osservare ciò che sta accadendo e iniziare a comprenderlo.

La persona prima della tecnica

Il mio orientamento è psicodinamico.

Questo significa guardare non soltanto a ciò che sta accadendo nel presente, ma anche al modo in cui la propria storia, le esperienze vissute e le relazioni hanno contribuito a costruire il modo attuale di sentire, pensare e stare con gli altri.

Comprendere questi legami può permettere di riconoscere ciò che si sta ripetendo e, nel tempo, aprire la possibilità di sperimentare modalità diverse.

Non penso però che esista un unico modo di lavorare.

Per questo, quando è indicato, integro nel percorso strumenti specifici come EMDR e mindfulness, sempre a partire dalla persona e non dalla tecnica.

La relazione è parte della terapia

La psicoterapia non è soltanto qualcosa che si fa durante un colloquio.

È anche l'incontro tra due persone in uno spazio nel quale poter portare pensieri, emozioni, paure e aspetti di sé che non sempre è facile condividere altrove.

Per questo considero la relazione terapeutica una parte fondamentale del percorso.

È importante poter trovare uno spazio accogliente, ma anche autentico, nel quale sentirsi ascoltati senza giudizio e, allo stesso tempo, poter guardare anche ciò che è difficile riconoscere.

Un percorso costruito insieme

Non esiste un tempo uguale per tutti e non esiste una soluzione pronta.

Il percorso viene costruito progressivamente, cercando di comprendere insieme ciò di cui la persona ha bisogno in quel momento.

A volte il primo obiettivo può essere ritrovare un po' di stabilità. Altre volte può essere comprendere una difficoltà che si ripete da anni, affrontare un cambiamento o recuperare una parte di sé rimasta a lungo in secondo piano.

Il mio compito non è dire alla persona cosa deve fare, ma accompagnarla nella possibilità di comprendere meglio se stessa e di trovare nuove possibilità di scelta.

Il cambiamento

Cambiare non significa diventare un'altra persona.

Può significare sentirsi più liberi di scegliere, riconoscere i propri bisogni, comprendere meglio le proprie emozioni e costruire relazioni più consapevoli.

È un processo, non una risposta immediata.

E ogni percorso è diverso, perché diversa è la persona che lo intraprende.

La persona prima della tecnica

Il mio orientamento è psicodinamico.

Questo significa guardare non soltanto a ciò che sta accadendo nel presente, ma anche al modo in cui la propria storia, le esperienze vissute e le relazioni hanno contribuito a costruire il modo attuale di sentire, pensare e stare con gli altri.

Comprendere questi legami può permettere di riconoscere ciò che si sta ripetendo e, nel tempo, aprire la possibilità di sperimentare modalità diverse.

Non penso però che esista un unico modo di lavorare.

Per questo, quando è indicato, integro nel percorso strumenti specifici come EMDR e mindfulness, sempre a partire dalla persona e non dalla tecnica.

La relazione è parte della terapia

La psicoterapia non è soltanto qualcosa che si fa durante un colloquio.

È anche l'incontro tra due persone in uno spazio nel quale poter portare pensieri, emozioni, paure e aspetti di sé che non sempre è facile condividere altrove.

Per questo considero la relazione terapeutica una parte fondamentale del percorso.

È importante poter trovare uno spazio accogliente, ma anche autentico, nel quale sentirsi ascoltati senza giudizio e, allo stesso tempo, poter guardare anche ciò che è difficile riconoscere.

Un percorso costruito insieme

Non esiste un tempo uguale per tutti e non esiste una soluzione pronta.

Il percorso viene costruito progressivamente, cercando di comprendere insieme ciò di cui la persona ha bisogno in quel momento.

A volte il primo obiettivo può essere ritrovare un po' di stabilità. Altre volte può essere comprendere una difficoltà che si ripete da anni, affrontare un cambiamento o recuperare una parte di sé rimasta a lungo in secondo piano.

Il mio compito non è dire alla persona cosa deve fare, ma accompagnarla nella possibilità di comprendere meglio se stessa e di trovare nuove possibilità di scelta.

Il cambiamento

Cambiare non significa diventare un'altra persona.

Può significare sentirsi più liberi di scegliere, riconoscere i propri bisogni, comprendere meglio le proprie emozioni e costruire relazioni più consapevoli.

È un processo, non una risposta immediata.

E ogni percorso è diverso, perché diversa è la persona che lo intraprende.

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